La scuola possibile, Fara Ed. 2025, opera vincitrice del Narrapoetando 2025.
A metà tra il diario e il saggio, il doppio racconto della scuola di Summerhill e l’esperienza di studente del’autore, all’interno di un interessante progetto sperimentale.

Osservatorio e laboratorio di tecnologia didattica dal 2001
La scuola possibile, Fara Ed. 2025, opera vincitrice del Narrapoetando 2025.
A metà tra il diario e il saggio, il doppio racconto della scuola di Summerhill e l’esperienza di studente del’autore, all’interno di un interessante progetto sperimentale.

Dal 30 giugno al 5 luglio ho partecipato a Valencia a un corso dedicato a Gamification e Game-Based Learning. Un’occasione preziosa per capire come il gioco, se progettato con attenzione, possa diventare un potente motore di apprendimento. Leggi tutto “Valencia 2025: imparare giocando, sul serio”
Nel panorama educativo contemporaneo, l’Intelligenza Artificiale (AI) rappresenta un passaggio evolutivo senza precedenti.
Mentre il dibattito si concentra spesso sui principi fondamentali, sulle opportunità e sui rischi, è fondamentale passare dalla teoria alla pratica con proposte concrete per l’uso dell’AI nelle scuole, perché altrimenti la “proposta” si limita alla censura o non censura, il che è obiettivamente riduttivo oltre confuso.
Le TIC, come noi le abbiamo sempre intese, rimangono strumenti per: 1) cercare, 2) selezionare-organizzare e 3) produrre contenuti. Vediamo su ciascuno di questi punti di dire qualcosa.
Uno dei modi più significativi in cui l’AI può trasformare l’educazione è migliorando la ricerca. Gli studenti possono accedere a informazioni più accurate e approfondite, grazie alla capacità dell’AI di analizzare grandi quantità di dati e identificare fonti affidabili. È essenziale, però, insegnare agli studenti a verificare l’affidabilità delle informazioni, educandoli così a diventare consumatori consapevoli di contenuti digitali.
Per selezionare e organizzare le informazioni raccolte, l’AI può offrire suggerimenti preziosi. Gli studenti possono beneficiare di strumenti che semplificano la comprensione dei concetti complessi e che suggeriscono metodi logici per organizzare le loro idee in una presentazione chiara e coerente. Questo non solo facilita la comprensione, ma sviluppa anche competenze essenziali di sintesi e organizzazione delle informazioni.
L’aspetto più controverso dell’uso dell’AI è la sua integrazione nella produzione di contenuti educativi. Mentre le piattaforme didattiche la utilizzano per automatizzare e accelerare i processi di creazione, c’è il rischio di compromettere la genuinità del processo creativo degli studenti. A scuola, dovremmo concentrarci su metodologie che incoraggiano la pianificazione manuale e la gestione progettuale, senza dipendere esclusivamente dall’AI. L’obiettivo è educare gli studenti a sviluppare idee originali e innovative, mentre l’uso dell’AI può essere incentivato per ottimizzare processi complessi e ripetitivi. Quindi, per produrre, assolutamente sì alla tecnologia ma no all’AI; quindi, di conseguenza, la tecnologia digitale tradizionale (da quando c’è l’AI, c’è evidentemente una tecnologia digitale tradizionale) va usata a scuola, altrimenti il ricorso all’AI è probabile.
Casa e scuola, ribadiamo questo punto.
Per massimizzare l’efficacia dell’apprendimento, proponiamo un approccio bilanciato tra casa e scuola. Le attività che richiedono applicazione pratica e sperimentazione dovrebbero essere svolte in classe, sotto la guida degli insegnanti. A casa, invece, gli studenti possono concentrarsi su letture approfondite, ricerca autonoma e preparazione per le lezioni future. Questo modello non solo massimizza l’uso del tempo scolastico, ma incoraggia anche la responsabilità individuale nello studio e nell’apprendimento continuo.
In conclusione, l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nelle pratiche educative offre vantaggi significativi, ma richiede un approccio oculato e bilanciato. Educatori e istituzioni devono guidare gli studenti attraverso un’evoluzione educativa che integri l’AI in modo responsabile, preparandoli per un futuro digitale senza compromettere l’essenza stessa dell’apprendimento umano.
Le scelte strategiche delle scuole, unite a una maggiore collaborazione con le famiglie e l’inclusione di nuovi professionisti del settore educativo, possono trasformare la scuola in un ambiente in cui la tecnologia non è un fine, ma un mezzo per una didattica più efficace, equa e inclusiva. Leggi tutto “Tecnologia o strategia?”

Generative AI tools could help schools with operational tasks like budgeting, transportation, data analysis, and even zoning.
Con l’arrivo dei fondi PNRR destinati alle scuole, il panorama educativo italiano ha di fronte un’opportunità unica per modernizzarsi e migliorare la qualità dell’insegnamento. Tuttavia, non basta semplicemente richiedere strumenti tecnologici e formazione a caso. Le scuole devono essere in grado di fare scelte consapevoli, puntando su risorse di alta qualità che possano realmente supportare la crescita degli studenti e la professionalità degli insegnanti. Leggi tutto “Scuole e PNRR: un’opportunità da non sottovalutare per un’educazione di qualità”
Harnessing AI to Personalize Lessons: A Revolution in Education
Artificial Intelligence (AI) is rapidly transforming education by providing tools that help teachers personalize lessons more efficiently than ever before. With AI, educators can swiftly tailor exercises and activities to meet the diverse needs of their students, enhancing the overall learning experience. Leggi tutto “AI in Special Education”
Ci permettiamo un sunto dell’articolo di S. Pizzetti su Agenda Digitale sull’uso dell’A.I., che può essere certamente applicato al mondo educational.
Pizzetti sottolinea che, per gestire efficacemente l’IA, è indispensabile sviluppare competenze specialistiche sia a livello tecnico che etico.
L’autore evidenzia come la governance dell’IA non possa limitarsi a regolamentazioni generali, ma richieda una comprensione profonda delle tecnologie e dei loro impatti. Le competenze in materia di IA devono includere la capacità di analizzare i dati, comprendere i meccanismi degli algoritmi e valutare le implicazioni etiche e sociali delle decisioni automatizzate.
Pizzetti suggerisce che le istituzioni dovrebbero investire nella formazione di esperti in IA, capaci di progettare e implementare politiche che garantiscano l’uso responsabile e trasparente della tecnologia. Solo con una preparazione adeguata sarà possibile evitare rischi e massimizzare i benefici dell’IA per la società.
In sintesi, governare l’intelligenza artificiale richiede un impegno serio nella formazione di competenze specifiche, per garantire che l’innovazione tecnologica avvenga in un contesto di responsabilità e controllo efficace.
Recentemente, una scuola a Philadelphia ha attirato l’attenzione puntando sulla lettura come elemento centrale della propria proposta educativa. Questa scelta radicale solleva in realtà interrogativi epistemologici sull’educazione e in particolare sull’identità dei curricoli scolastici: è preferibile concentrare gli sforzi su una competenza specifica come la lettura, o è più vantaggioso un approccio equilibrato che sviluppa competenze eterogenee? Leggi tutto “La Scuola di Philadelphia e il focus sulla Lettura: uno spunto per un dibattito sull’approccio educativo”